2026

Osteoglenda

Un'identità digitale progettata per essere trovata

#Cliente

Dott.ssa Glenda Baraldini

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Osteoglenda nasce dalla necessità di ripensare la presenza digitale della Dott.ssa Glenda Baraldini, fisioterapista, osteopata e consulente sessuale a Reggio Emilia. Il progetto partiva da basi già consolidate: Glenda aveva un sito web, un’identità visiva, una presenza social e una struttura chiara dei propri servizi. Il problema non era quindi costruire tutto da zero, ma trasformare ciò che già esisteva in un sistema più efficace.

Sfida e obiettivi

Il sito aveva bisogno di una migliore esperienza di navigazione, di un’identità visiva più coerente e contemporanea e, soprattutto, di una strategia SEO che permettesse a Glenda di aumentare progressivamente la propria visibilità organica. Uno degli obiettivi principali del progetto era iniziare a costruire un canale di acquisizione proprietario attraverso Google.

Glenda lavora in ambiti differenti ma fortemente connessi tra loro: fisioterapia, osteopatia, riabilitazione del pavimento pelvico, rieducazione posturale e consulenza sessuale. La prima sfida era quindi rendere immediatamente comprensibile un’offerta professionale articolata senza trasformare il sito in un catalogo di prestazioni separate tra loro.

Ogni servizio doveva avere uno spazio autonomo, utile sia all’utente sia ai motori di ricerca, continuando però a comunicare uno degli aspetti centrali del suo approccio: le diverse competenze possono essere integrate all’interno dello stesso percorso.

A questo si aggiungeva un secondo elemento fondamentale: costruire una comunicazione capace di parlare realmente a persone con orientamenti sessuali, identità di genere, corpi, relazioni ed esperienze differenti. L’inclusività doveva essere una caratteristica strutturale del progetto. 

Strategia

Progettare prima di disegnare

Prima di lavorare sull’interfaccia ho analizzato i servizi offerti, le ricerche effettuate dagli utenti e il modo in cui questi contenuti avrebbero dovuto essere organizzati.

Attraverso una keyword research realizzata con SEOZoom e AnswerThePublic, ho individuato le query più interessanti legate ai servizi di Glenda, con una particolare attenzione alla ricerca locale su Reggio Emilia.

Da questa analisi è nata una struttura composta da pagine verticali dedicate ai singoli servizi, collegate tra loro attraverso un sistema di internal linking e CTA che permettesse contemporaneamente di:

  • rendere più semplice la navigazione;
  • intercettare ricerche specifiche;
  • spiegare correttamente ogni servizio;
  • mostrare la relazione tra le diverse competenze;
  • accompagnare l’utente verso il contatto o la prenotazione.

Ogni pagina mantiene quindi una propria autonomia semantica e SEO senza perdere la visione integrata che caratterizza il lavoro di Glenda.

Sapere sempre dove trovare quello che serve

Uno dei principali problemi del sito precedente riguardava la fruibilità. Ho quindi costruito un’alberatura più chiara, organizzando servizi, approfondimenti e contenuti secondo una gerarchia comprensibile sia per gli utenti sia per i motori di ricerca.

Un ulteriore problema era quello della scelta. Una persona che arriva sul sito può riconoscere un problema o un’esigenza senza necessariamente sapere per quale servizio debba rivolgersi a Glenda. Per questo motivo ho introdotto in maniera ricorrente CTA che invitano a contattarla quando non si è sicuri del percorso più adatto.

Identità visiva

Professionale, senza sembrare un ambulatorio

Il restyling dell’identità partiva da due elementi che Glenda sentiva già propri: il pittogramma del logo e il rosa principale. Non aveva senso cancellare gli elementi riconoscibili del brand soltanto per poter utilizzare la parola “rebranding”. Ho quindi lavorato per evolvere ciò che già funzionava.

La tipografia del logo è stata rivista e il colore principale è diventato il punto di partenza per costruire una palette completa. Il rosa acceso #E61267 resta il segno più immediatamente riconoscibile dell’identità e viene affiancato da un rosa più morbido, #FAC2D7, utilizzato per creare aree più delicate e alleggerire la presenza del colore principale.

Il blu profondo #171C35 introduce invece contrasto e autorevolezza, evitando che l’identità risulti eccessivamente leggera o decorativa, mentre il tono intermedio #565671 rende i testi meno duri rispetto a un nero assoluto. Accenti più saturi e fondi quasi bianchi completano il sistema e permettono di creare gerarchie visive molto nette mantenendo l’interfaccia luminosa.

Il pittogramma originale ha influenzato anche il design dell’interfaccia. Card, contenitori, immagini e pulsanti utilizzano frequentemente forme morbide e tondeggianti, creando continuità con il marchio e rendendo l’esperienza complessivamente meno rigida, trasmettendo accoglienza, cura e apertura.

Content strategy

Il blog come strumento di acquisizione organica

Una delle parti a cui ho dato maggiore importanza è stata la creazione del blog. Glenda ha una forte predisposizione alla divulgazione e molti dei temi di cui si occupa professionalmente generano continuamente domande, dubbi e ricerche online. Il blog poteva quindi diventare contemporaneamente un’estensione naturale del suo modo di comunicare e uno dei principali strumenti della strategia SEO.

Da qui nasce Glendasplaining. Il nome è nato quasi per scherzo durante una conversazione fuori dal contesto lavorativo, giocando sul concetto di mansplaining e sulla tendenza di Glenda a fare lunghi e dettagliati “spiegoni” sugli argomenti che conosce. Quello che inizialmente era soltanto un gioco è diventato il nome della rubrica divulgativa del sito.

Anche l’interfaccia mantiene questa componente ironica: accanto al naming compare un piccolo punto interrogativo che apre un popup in stile definizione di dizionario e racconta cosa significa Glendasplaining. Un piccolo easter egg che rende il progetto più personale senza interferire con l’esperienza principale.

Articoli pensati intorno alle domande reali degli utenti

Il blog non viene alimentato senza una direzione. A partire dalla keyword research e dall’analisi degli intenti di ricerca ho costruito un piano editoriale iniziale di 24 articoli, organizzato attorno alle principali aree di competenza di Glenda.

Gli articoli diventano così nodi di una struttura più ampia: rafforza le pagine commerciali e le pagine commerciali danno un contesto agli approfondimenti.

Per mantenere contemporaneamente qualità dei contenuti, competenza professionale e ottimizzazione SEO abbiamo costruito un processo condiviso.

Per ogni articolo preparo keyword principale, keyword correlate, struttura degli heading e una serie di domande guida basate sugli intenti di ricerca.

Glenda utilizza questa struttura per scrivere direttamente il contenuto mantenendo completamente la propria voce e la propria competenza. Una volta ricevuto il testo mi occupo dell’ottimizzazione finale, in modo che il contenuto sia contemporaneamente leggibile dalle persone, coerente con il sito e comprensibile ai motori di ricerca.

I primi risultati

Un cambiamento significativo già nella prima settimana

Il progetto SEO è ancora nelle sue fasi iniziali, ma i primi dati mostrano già un cambiamento significativo. Sono numeri osservati su un periodo ancora molto breve e destinati quindi a evolvere, ma rappresentano un primo segnale della direzione intrapresa.

+450%

traffico da ricerca organica in una sola settimana

7 → 52

keyword posizionate, da prima a dopo l’ottimizzazione

+10

keyword già in prima pagina di Google

Il cambiamento più importante, però, è strutturale: il sito ora possiede una base progettata per crescere organicamente nel tempo.

Sviluppo

WordPress come sistema di gestione, non come limite

Il sito è stato sviluppato in WordPress con Elementor Pro. Per la gestione degli articoli ho utilizzato Advanced Custom Fields, creando campi strutturati che vengono poi utilizzati dinamicamente all’interno dei template Elementor.

In questo modo la struttura visiva rimane coerente mentre i contenuti possono essere gestiti senza dover ricostruire manualmente il layout a ogni pubblicazione. CSS e JavaScript personalizzati completano il sistema nei punti in cui era necessario andare oltre le funzionalità native del builder.

Un progetto che continua dopo il lancio

Osteoglenda non è stato pensato come un progetto che termina con la pubblicazione del sito. La collaborazione continua attraverso la produzione e l’ottimizzazione dei contenuti di Glendasplaining.

Glenda mette a disposizione competenza, esperienza e una voce riconoscibile. Io continuo a occuparmi della parte strategica e tecnica: ricerca, struttura editoriale, SEO, ottimizzazione, pubblicazione e collegamento dei contenuti all’interno del sito.

Il risultato è un progetto digitale che può evolvere insieme alla professionista anziché diventare una fotografia immobile della sua attività.

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